Complesso Sportivo Traktor Team

  • Minsk, Bielorussia
  • 2007
  • Traktor
  • Stadio Calcio: 31.466 m2
  • Servizi stadio calcio: 7.992 m2
  • Stadio hokey: 7.541 m2
  • Servizi hokey: 20.380 m2
  • Palestra: 152 m2
  • Servizi palestra: 2.231 m2
  • Commerciale: 45.104 m2
  • Spa: 32.4021 m2
  • Gallerie: 52.696 m2
  • Hotel: 21.218 m2
  • Locali tecnici: 15.704 m2
  • Campo calcio esterno: 7.504 m2
  • Parcheggi interrati: 87.100 m2
  • Totale superfici: 333.530 m2
Il problema principale che il progetto intende risolvere è quello di organizzare ed integrare funzioni ludico-sportive, particolarmente invasive, con strutture commerciali, ricettive e terziarie, in un unico organismo fluido ed in continuità con il parco circostante e con l’asse viario di via Vaneev. Al fine di contenere l’impatto visivo degli stadi si è pensato un edificio suddiviso per livelli sfruttando l’andamento del terreno. Il campo di calcio, con le sue tribune, viene realizzato ad un livello superiore rispetto all’attuale piano di campagna sul quale viene invece impostato l’ingresso dello stadio da hockey. In pratica la copertura dello stadio da hockey è costituita dal campo di calcio. L’accesso allo stadio da hockey avviene inoltre dal grande viale pedonale che parte da viale Partizanskii e porta gli utenti al livello -1. Allo stadio di calcio si accede dall’attuale piano di campagna e dal livello +1. Questa soluzione consente di diversificare gli accessi ai due stadi mantenendo comunque un pari livello qualitativo degli impianti nei confronti dell’utenza. Le funzioni commerciali sono organizzate intorno ad una grande corte-giardino che accoglie al suo interno il parco, stabilendo una forte continuità con il verde circostante. L’edificio si sviluppa lungo direttrici sinusoidali che dialogano con gli elementi naturali senza creare barriere o fratture visive. La torre dell’albergo diventa segnale urbano che, con i suoi ventisette piani, è l’unico elemento emergente del complesso. La copertura in materiale traslucido avvolge morbidamente e senza soluzione di continuità i blocchi funzionali dell’edificio costituendo l’elemento architettonico qualificante dell’intervento. L’edificio genera uno spazio costantemente mutevole nelle sue varie declinazioni formali e funzionali, uno spazio “desiderante”, che ambisce alla riunificazione dell’antinomia naturale-artificiale descrivendo un percorso emozionale coinvolgente e liberatorio.